Contributi


Quali contributi porta la pastorale della salute?

 

  •  I contributi innovativi della pastorale della salute alla pastorale ordinaria della Chiesa includono:
  • in primo luogo, l’integrazione della propria fragilità-debolezza come condizione per umanizzare l’incontro con il prossimo. Tradotta in termini pastorali, l’immagine del guaritore ferito è rappresentata da colui che si accosta al prossimo non con atteggiamenti di sicurezza e superiorità, ma nello spirito di umanità e sensibilità, maturato attraverso le proprie esperienze di vulnerabilità e sofferenza. Nella pastorale ordinaria della Chiesa, l’icona del guaritore ferito trova espressione nei comportamenti e gesti di coloro che sanno accogliere, evangelizzare e servire gli altri mantenendo, in creativo equilibrio, la consapevolezza dei propri doni con quella dei propri limiti e sapendo non solo riconoscere nel prossimo bisognoso le difficoltà, ma anche affermarne le potenzialità
  • il secondo stimolo innovativo che la pastorale della salute porta all’attenzione della Chiesa più vasta riguarda il ruolo della relazione di aiuto nel contesto dei rapporti interpersonali. Nella relazione di aiuto, l’operatore pastorale coltiva determinati atteggiamenti, quali l’ascolto, il rispetto la considerazione positiva dell’altro, oltre che determinate tecniche quali l’osservazione, l’immediatezza, il confronto e la sintesi per promuovere la crescita dell’interlocutore. Nella relazione di aiuto l’operatore non parte dalla sicurezza data da un ruolo, ma dall’incontro con l’altro, dall’ascolto della sua storia personale e dall’abilità nel sostenerlo e guidarlo a fronteggiare le sfide della vita con crescente autonomia;
  • un altro apporto della pastorale della salute consiste nel curare l’approccio globale alle persone. Nel mondo sanitario c’è il rischio, da parte degli operatori, di rivolgere l’attenzione, quasi esclusivamente, al corpo del malato cercando di diagnosticarne i problemi e indicargli le terapie al fine di ristabilirne la salute. Spesso la persona è ridotta ad un organo malato e se ne perde l’integrità. L’approccio globale significa prestare attenzione a tutte le dimensioni dell’essere umano: corporea, psichica, emotiva, sociale, spirituale…
  • Un ultimo apporto della pastorale della salute riguarda l’apertura all’orizzonte ecumenico. Oggi, le comunità cristiane e gli ospedali sono diventati microcosmi dell’umanità. Lo scenario sempre più interculturale, internazionale e interreligioso richiede lo sviluppo di una pastorale ecumenica che sia attenta ai diversi percorsi spirituali delle persone. Questa nuova dimensione è una sfida da vivere ogni giorno, soprattutto nei momenti critici dell’esistenza quali la sofferenza, la morte e il lutto. Il cristiano può farsi presente ai confratelli di altre confessioni per stimolare la carità e offrire quelle mediazioni umane e spirituali che l’interlocutore gradisce, specie lì dove gli mancassero i necessari supporti della propria tradizione